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Affresco

 La pittura affresco, più comunemente definita "affresco" è così chiamata perché viene eseguita su un intonaco di malta, sabbia e calce, fresca, cioè sufficientemente saturo d'acqua. I colori sono costituiti da pigmenti che non contengono alcun fissativo, ma vengono mescolati al latte di calce e una volta stesi sulla malta, si incorporano strettamente con il loro supporto di cemento. La tecnica richiede una notevole velocità di esecuzione e le eventuali correzioni devono essere effettuate a secco, ma in questo caso il colore non è assorbito dall'intonaco come nel vero affresco. Gli affreschi sono più adatti al clima secco e furono largamente impiegati in Italia dal tardo Medioevo al diciottesimo secolo.

Tempera

La tempera, come gran parte delle tecniche pittoriche utilizzate ancor oggi, ha radici molto lontane nel tempo: nell'ambito della pittura, unitamente all'affresco, è uno dei mezzi più antichi in senso assoluto. Genericamente per "tempera" si intende un impasto cromatico ottenuto unendo il pigmento colorato con sostanze collanti (leganti) quali l'uovo, il latte di fico, le cere o altre sostanze sempre solubili in acqua. Fu la tecnica più comune per la pittura su cavalletto fino alla fine del quindicesimo secolo. Con la metà del Quattrocento, questa tecnica iniziò lentamente ad accogliere componenti oleosi, avvicinandosi sempre di più a quella materia che poi si sarebbe chiamata pittura ad olio. Nell'esperienza di oggi, il termine "tempera" si identifica unicamente con un prodotto preconfezionato che corrisponde ad un impasto di collanti deboli (caseina) adatto genericamente a stesure su carta. Tempera su Tavola a Sfondo d'oro : La tempera era generalmente applicata su una tavola di legno coperta da più strati di gesso come per la tecnica a tempera normale, ma in questo caso alcune parti o spesso tutto lo sfondo veniva ricoperto d’oro per impreziosire l’opera. Venivano applicate piccole strisce ricavate da fogli sottilissimi di oro e si stendevano sopra lo strato pittorico utilizzando preparazioni "a mordente" : un composto di olio di semi di lino e vernice liquida stendere con un pennello corto.  Le superfici dorate erano spesso destinate a ricevere le decorazioni, incise o a punzone, che rendevano ancora più brillante e prezioso il fondo. Il Cennini descrive a fine ‘300, anche un'altra tecnica per decorazioni filiformi in oro, il cosiddetto "oro conchiglia". Il metallo prezioso veniva ridotto in polvere, sovente utilizzando gli scarti delle foglie, legato con gomme o albume d'uovo, e serbato in conchiglie usate da contenitore.

Acquerello

Tecnica pittorica che usa pigmenti macinati solubili in acqua, legati da sostanze come la gomma arabica e precedentemente trattati con glicerina. Il colore viene di solito diluito in modo da lasciar trasparire la superficie su cui si dipinge, in genere carta trattata con ammoniaca. Vengono cioè usati in stesure molto liquide e trasparenti. Nell'impasto si rinuncia totalmente al bianco come componente per ottenere tonalità di colore chiare e coprenti. In tale tecnica infatti, il massimo della luminosità è rappresentato dal fondo del supporto e la stesura del colore corrisponde a un continuo scalare verso le tonalità più scure e intense. Le gradazioni tonali vengono ottenute sovrapponendo più strati di colore. L'acquerello si presta bene alla creazione di effetti atmosferici e fu molto usato dai paesaggisti inglesi del diciottesimo e diciannovesimo secolo come John Robert Cozens e J.M.W. Turner


Pittura a olio

 Il suo componente principale è l'olio di lino e conferisce caratteristiche di luminosità, opacità, trasparenza, elasticità, sottigliezza nelle mescolanze, corpo, in grado di soddisfare le esigenze di ogni artista. Rispetto ad altri mezzi pittorici oggi a disposizione, l'olio si distingue per duttilità e polivalenza. La tecnica all'olio appartiene senza dubbio alla tradizione della storia della pittura ed è allo stesso tempo sinonimo di modernità e di evoluzione nel corso della storia dell'arte. Per quanto non si sappia con precisione quando i colori a olio apparvero per la prima volta, si hanno prove della loro esistenza nelle Fiandre del XIV sec. Uno dei primi artisti ad utilizzare tale tecnica, fu il pittore fiammingo Jan Van Eyck (1390-1441). In Italia, l'olio venne introdotto durante il Rinascimento, dove conobbe il suo periodo d'oro. Da allora, fino ai giorni nostri, con l'evolversi delle varie tendenze artistiche, l'olio si è imposto in modo definitivo sulle tavolozze di tutti gli artisti indipendentemente dallo stile usato diventando una delle più importanti tecniche artistiche.

 


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Grafica e testo by Shiribia.com.