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Il più antico mezzo per disegnare usato anche nelle caverne
all'età della pietra è il legno ridotto a brace Materiale da disegno consistente in bastoncini di pigmenti tenuti insieme da resina o gomma. Adoperati senza l'ausilio di pennelli, quasi sempre stesi con le dita, i pastelli trovano nelle sensibili mani degli artisti la possibilità di "catturare" l'anima. Ma la natura terrosa del pastello comporta un rapido deterioramento del prodotto finito, se non viene adeguatamente protetto.La parte centrale della matita di legno è chiamata mina, ed è composta da un insieme di argilla e graffite, sono indicate per convezione con la B, quelle morbide, le H con la mina dura. Possono essere di legno a pasta colorata, i pastelli, o stiletti di cera colorata, i pastelli a cera. Sono la prima cosa che vi capita fra le mani da bambini a scuola, e lasciano molta libertà d'azione, sia per la leggerezza del materiale, molto maneggevole a confronto del pennello, che per la facilità nel distribuire il colore. Per la grande varietà dei colori già esistenti,ci attraggono dalle vetrine dei negozi, ce ne sono di scatole che arrivano a cento. Ma basterà averne nei colori fondamentali, una scatola da 12 o meglio 24 andrà benissimo. Si usa in genere su carta e consente una varietà di effetti, da linee nitide a morbide ombreggiature. Il pastello nasce in Italia nel sedicesimo secolo, limitato a soli tre colori: bianco, nero e rosso terracotta. Il Settecento fu il secolo d'oro del pastello, soprattutto in Francia, dove questa tecnica, "fragile come le ali di una farfalla", applicata alla ritrattistica ebbe un grande successo sociale: re, cortigiani, aristocratici, ricchi borghesi, intellettuali "illuminati" cercarono sovente la propria immortalità in un ritratto a pastello. Il suo momento di splendore fu nel diciottesimo secolo, nell'ambito della ritrattistica, e tornò di moda nel diciannovesimo secolo con le opere degli impressionisti. Oggi i pastelli secco, a olio, a cera sono purtroppo spesso considerati tecniche sussidiarie ad altre considerate magari più fondanti. Penne e inchiostro I primi inchiostri derivanti da fuliggine e leganti gommosi, furono fabbricati anticamente in Cina, oggi i disegnatori prediligono l'inchiostro di china, una soluzione gommosa, composta da nero fumo e gomma lacca, è eccellente per disegni geometrici, ma è usato anche dai disegnatori di fumetti. Le penne sono state usate per disegnare fin dal medioevo, con l'inchiostro si ottiene una linea più decisa. Venivano usate le penne d'oca e le cannucce di bambù da immergere nel calamaio con l'inchiostro, mentre adesso è possibile avere penne a china con serbatoi o usare le stilografiche.Variante moderna sono i pennarelli, con il pennino di naylon o di martora, ve ne sono di tutti i tratti dal fine come un pennino, alla punta larga come i grandi pennarelli indelebili. Si riescono a creare effetti assai precisi e puliti, a tale scopo vengono usati nei lavori grafici e rifiniture di progetti. I colori venivano estratti nell'antichità da
piante e minerali ridotti in polvere, mischiati ad acqua o a uovo, si
dipingeva con pennelli di peli di bue su tavole di legno preparate a gesso, o sul muro
intonacato. Si ebbe il passaggio all'affresco con Giotto, ovvero usava dipingere
su pareti con l'intonaco ancora fresco.La tecnica iniziò a perfezionarsi, un
esempio sono le opere di pittori fiamminghi. Adesso non dobbiamo più impastare manualmente le
polveri, esistono infatti tubetti di plastica o alluminio disponibili
in molti colori. |
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Grafica e testo by Shiribia.com. |