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Grafica e testo by Shiribia.com

 

 

 

 

 

 

 


Morgana
thebitterend@katamail.com

FollettoThis pain inside I can't understand.. Invece la capisco bene, sono attanagliata dal terrore per il mio futuro, tanto che a volte mi si mozza il fiato e perdo ogni cognizione. Nuoto nel mio angolo di vuoto, fluttuando fuori dal mondo e fuori dal tempo.. Forse sono davvero un folletto. Non sento nulla di mio qui, nessun'appiglio a cui aggrapparmi quando ne ho bisogno, nessun legame, nessuna radice. E non è vero che non so voler bene, anzi, forse amo troppo.. amo in silenzio come si può amare un fiore o un animale, perché il silenzio è una lingua universale, veglio sulle persone da lontano, come la fiamma di una candela sempre accesa.. una fiamma invisibile ma sempre presente. E non ho rifiutato una carezza a nessuno, né negato mai tempo per parlare dei problemi altrui. Eppure mi sento soffocare per la tristezza, perché nonostante tutto non sono in grado di farmi voler bene nel modo in cui vorrei. E' così triste leggere le parole che scrivo pensando alla bambina che ero e a cosa sono diventata, non c'è nulla in me che ricordi. E sono sola, abbandonata prima di tutto da me stessa. Vorrei piangere, ma posso? Non riesco a trovarne il senso, e tutto quello che non riconosco scompare davanti ai miei occhi come cancellato da entità superiori. A volte mi piacerebbe avere un Dio da pregare, ma dov'era questo Dio quando ne ho avuto bisogno? In dodici anni di abbandono chi ha bussato alla mia porta con un cioccolatino per me? Chi ha ascoltato ciò che avevo da dire e ha realmente compreso? E' facile parlare con le persone e rimuovere tutto. Quanti sono capaci di sentire quello che gli altri sentono nei loro momenti di sconforto? Dicono che si chiami empatia, invece è solo sensibilità, umanità.. Ebbene, gli esseri umani sono privi di umanità.
Con il tempo ho imparato ad auto anestetizzarmi per non sentire le brutte notizie, nel vano tentativo di chiudere la porta in faccia alle delusioni.. Ma se sono delusa vuol dire che ho avuto delle aspettative, che ho sperato e fantasticato su qualcosa e qualcuno.. Sono una sognatrice, adoro immaginare le varie strade della vita, le alternative, e quindi è ovvio che rimanga delusa e ferita, perché raramente le cose vanno come si spera. Ma non posso privarmi anche dei miei sogni, sono tutto ciò che mi resta in questo mondo. Ho passato anni osservando le mie ferite mentre tentavano di richiudersi, ho conosciuto me stessa e posso dire di sapere il perché di ogni mia azione passata, presente e futura, ma nonostante tutto non riesco a spiegarmi il senso del mondo. Anzi, non tanto del mondo, ma di chi lo popola. Se l'uomo è un virus, è organizzato davvero male. Ho visto esseri umani accanirsi sui propri simili e infierire sulle loro debolezze, deridere, umiliare fino a veder piangere le persone. E' giusto? Perché la cattiveria gratuita?! Come si può deridere gli altri senza guardare il nero che si ha dentro?! Se si fosse consapevoli di ciò che si è probabilmente la voglia passerebbe.. Sono infuriata perché ho visto persone adorabili star male a causa di persone orribili, di persone sporche e laide. E chi legge non pensi che ne sto facendo una questione personale.. Io non ho paura degli insulti della gente, né mi infastidiscono, il più delle volte li trovo ridicoli e molto fuori luogo, ma non ho reazioni. Ho vissuto troppo a lungo nell'isolamento perché mi possa importare di chi non ha rispetto, ho subito troppi torti per farmi calpestare ancora da qualcuno. Conosco la moltitudine e so qual è l'unica cosa che sa dare: marcio. E io non voglio far parte del marcio. Io voglio indietro le mie ali, non ho nessuna intenzione di strisciare nel fango come un essere ordinario.. Non sono un essere ordinario. Forse sono davvero un folletto.

Grafica e testo by Shiribia.com.